Autore: Margaret Weis
Traduzione:Ileana Appino
Editore italiano: Armenia
Pagine: 368
Formato: Cartonato con sovracopertina
Prezzo: € 16,50
Da secoli l'antica e potente razza dei draghi trascorre la sua esistenza nascondendosi agli occhi del mondo di Dragonvarld. Dopo essere usciti da un terribile conflitto interno che ebbe luogo agli albori della storia, i draghi stabilirono le loro leggi e una forma di governo per evitare altre catastrofi. Le leggi dei draghi definirono anche i rapporti tra questi esseri e la nascente razza degli umani; i draghi si erano accorti che nonostante i limiti e le debolezze, gli umani erano dotati di capacità considerate stupefacenti e quindi, per evitare che venissero sfruttati come delle pedine in nuovi conflitti di potere, decisero che tra loro e gli uomini non sarebbe dovuta esistere interazione; i draghi non dovevano influenzare in alcun modo la società umana né danneggiare o frequentare anche un solo uomo. L'unica eccezione alla legge venne riservata a un prescelto, il "Camminatore": un drago al quale il Parlamento avrebbe consentito prendere la forma umana e di vagare per il mondo in qualità di osservatore degli esiti a cui la curiosa razza umana sarebbe giunta. Tutti gli altri draghi dovevano vivere nascosti all'umanità, come creature del mito o al limite come mostri distruttori, se per qualche ragione la loro presenza fosse stata scoperta.
Trecento anni fa un drago femmina rinnegato di nome Maristara violò tutte le leggi dei draghi. Maristara ruppe il fragile equilibrio tra le due razze assaltando il reame di Seth e poi, tramite l'inganno, ponendosi come sovrana occulta del paese. La popolazione di Seth nei tre secoli che seguirono visse al riparo di nuovi attacchi da parte dei draghi, grazie alla protezione della Confraternita dell'Occhio Vigile, un ordine clerico-militare esclusivamente femminile fondato da una maga che secondo la leggenda sconfisse il drago liberando il reame dalla sua oppressione. A capo della Confraternita vi è la Signora dei Draghi in qualità di discendente onoraria della prima maga, ma in realtà è Maristara stessa sotto mentite spoglie, adorata come una divinità dagli abitanti di Seth.
I draghi tollerarono le violazioni delle leggi di Maristara, anche perché trecento anni non rappresentano che un breve momento per questi esseri dalla vita quasi eterna, ma quando scoprirono che le sacerdotesse di Seth avevano appreso la magia dei draghi, si accorsero dell'errore commesso e decisero di agire. Il Parlamento dei Draghi convocò il Camminatore Draconas e gli affidò la missione di penetrare nel reame di Seth per catturare la Signora dei Draghi. Tuttavia una potente rete magica impedisce a qualsiasi drago di entrare a Seth senza essere scoperto e la Somma Sacerdotessa Melisande (nonché prossima Signora dei Draghi), è sempre all'erta per usare i suoi poteri magici contro il pericolo che può venire dal cielo, coadiuvata dalla comandante delle guerriere, la sua amante Bellona, anch'ella rapida a salire sui bastioni del monastero per trafiggere il mostro alato con frecce e lance. Perciò Draconas pone in opera un piano astuto e sottile. Aiutato da Braun - un giovane della sua specie - terrorizza il reame di confine di Idlyswilde per poi presentarsi al cospetto del sovrano Edoardo in qualità di "cacciatore di draghi." L'unica speranza per sottrarre Idlyswilde dai famelici istinti del mostro - viene detto al re - è attraversare le montagne di confine per raggiungere Seth e chiedere aiuto alla Signora dei Draghi.
Così Edoardo in compagnia dello scaltro e sornione Draconas intraprende un viaggio nel quale l'emissario dei Draghi avrà modo di scoprire i veri piani di Maristara e l'uomo potrà svelare la verità sulla condizione di Seth, cogliendo l'occasione di poter diventare un eroe nel tentativo di salvare la giovane e bella Melisande da un destino atroce. Durante questo tentativo gli eventi precipiteranno perché Maristara non è sola. Un altro traditore tra i draghi accorre in suo aiuto per preservare il segreto tra gli uomini ingannati e manipolati, dando la caccia a Edoardo, a Melisande e a Draconas che sta cercando una nuova soluzione per sconfiggere Maristara e porre fine ai suoi piani.
Dopo anni di apprezzato lavoro a quattro mani con Tracy Hickman, Margaret Weis "esordisce" nel suo primo libro scritto in solitaria con questo romanzo pubblicato per la prima volta in lingua inglese tre anni fa. La prima impressione che può avere leggendo "La Signora dei Draghi" può riguardare le volontà della scrittrice di cimentarsi in un ambiente e in un genere letterario che si distaccano dalle famose saghe di Dragonlance, di Darksword e di Deathgate. Infatti la struttura letteraria de "La Signora dei Draghi" è indiscutibilmente la fiaba classica, sulla quale Weis aggiunge alcuni elementi "apocrifi", che tuttavia sembrano funzionali ai temi e alle dinamiche sviluppate durante la storia piuttosto che un tentativo di modificare il modulo letterario.
Il mondo di Dragonvarld, pur se alcuni aspetti importanti sono illustrati, manca di una vera dimensione storica e realistica, mancano elementi come gli attori collettivi, le popolazioni e personaggi originali, inventati ma dotati di uno spessore culturale; i luoghi conosciuti sono ridotti ai due "reami" di Seth e Idlyswilde, e tutto ciò che circonda la loro mera "nominalità" è un territorio sfumato e appena accennato.
Margaret Weis ha lavorato scegliendo tra gli archetipi più consolidati e tradizionali: Seth è una valle incantata chiusa in pratica da sempre ai contatti con l'esterno, mentre il dominio di re Edoardo è uno stato apparentemente in tono con un'ambientazione rinascimentale, ma in realtà è solo uno dei tanti "regni" che sono dati senza complicazioni nel filone delle Fairy Tales. Un altro archetipo importante (omettendone per brevità molti altri) è quello rappresentato dai draghi: la loro natura è duplice e questa incarna anche il motivo principale della trama. Per il mondo civilizzato degli uomini il drago è solo un mostro terribile e crudele, devastatore di raccolti e razziatore di bestiame, ma in realtà questa è la più antica razza del mondo di cui sono i segreti padroni, il loro potere è senza pari e quando decidono di agire nessuno è in grado di opporsi. L'equivoco, e secondariamente l'inganno, sono i motori della trama; i personaggi hanno in partenza opinioni errate o distorte sugli argomenti principali delle loro vicende e mano a mano che i segreti si svelano, altri se ne aggiungono per colpa dei draghi che non possono fare a meno di manipolare gli uomini.
I protagonisti e i comprimari del romanzo sono estremamente ben definiti nei loro dettagli, ma non si può dire che ciò corrisponda al possesso di una reale psicologia. Melisande, Edoardo, Bellona e gli altri sono delle figure tratteggiate con cura al servizio della storia che ha il suo punto di forza maggiore in un complesso equilibrio di pesi e contrappesi, di riflessi di specchio che legano e collegano ogni attore, ogni accadimento e ogni più piccolo dettaglio. La vicenda è scritta in modo rapido e incalzante, per larga parte procede decisa senza eccessive divagazioni o complicazioni, oscillando - grazie all'equivoco - tra commedia e dramma con un sottofondo avventuroso; forse in alcuni passaggi può apparire troppo semplificata, ma è il modulo narrativo della fiaba, che permette l'uso di "scorciatoie", ad aiutare la Weis nei momenti di difficoltà. Infatti mentre la prima metà del romanzo risulta congegnata in maniera quasi perfetta nell'equilibrio e nelle dinamiche, esattamente nel momento "centrale" della storia -- quando vi è la rottura della situazione di status quo del reame di Seth -- è possibile percepire una specie di incertezza da parte della scrittrice, come se in quel punto avesse esaurito le idee e sia costretta a inventarsi di sana pianta un nuovo intreccio per portare il romanzo alla conclusione preventivata.
Questo aspetto è ravvisabile attraverso una lettura attenta dei motivi che la Weis cerca di trattare nel suo lavoro. Non sfuggirà al lettore il fatto che le "Leggi dei Draghi" verranno violate più volte al di fuori di uno stato di necessità, ma il fatto non è mai rilevato da nessuno, neppure dall'Autrice stessa per mezzo di qualche artificio narrativo. Ancora più importanti sono i tanti temi introdotti via via nel susseguirsi dei capitoli, come il classico rapporto tra uomo e drago dal quale ci si dovrebbe aspettare da parte del primo uno scatto d'ingegno, di generosità o qualsiasi altra cosa strabiliante agli occhi di un drago, ma nonostante tutti i preannunci impliciti nell'impianto della storia, questa tematica non appare mai affrontata nel concreto. Per tutta la durata del romanzo saranno i draghi a mantenere le leve del comando sulla storia, manipolando e ingannando a loro piacimento gli uomini che spesso fanno solo figure barbine. Probabilmente questo accade perché i personaggi sono troppo schiacciati e oberati dalle funzioni che devono assumere nella vicenda, e così risultano dei deludenti automi: Melisande, Edoardo e Bellona vengono coinvolti in un triangolo di amore, sesso, gelosia e tradimento a causa del grande complotto dei draghi. - Questi personaggi umani compiono imprese, sopportano pene e sofferenze, mutano di pensiero e di atteggiamento (come nel caso di Edoardo) in modo così rapido che in alcuni passaggi possono sembrare sciocchi e ridicoli. La Weis non sembra in grado di rielaborare tutti questi elementi nella personalità interiore dei protagonisti e perciò provoca che tutte le tensioni emotive all'interno dei rapporti personali, costruite e cresciute insieme alla vicenda, si risolvano in un attimo senza lasciare strascichi.
Non è sempre detto che una fiaba non possa trattare di cose crude e terribili, e anche il lieto fine non è sempre un dato scontato, pur tuttavia la storia non pare essere in grado di rispettare la struttura narrativa di partenza, arrendendosi nel far risaltare esclusivamente Draconas come unico personaggio in grado di muoversi con autonomia. Una pecca abbastanza grave che spero verrà recuperata nei prossimi volumi di questa trilogia fiabesca.